TERRITORIO DELLA REPUBBLICA SUDAFRICANA

 

 

Il Paese oggetto di studio è esteso per 1.219.090 kmq, con una popolazione di 45 milioni di abitanti, e una densità di 37 ab. per kmq.

Curiosamente ha tre capitali:

Città del Capo (capitale legislativa)        2.400.000 ab.

Pretoria       (capitale amministrativa)     1.100.000 ab.

Bloemfontein   (capitale giudiziaria )         334.000 ab.

 

Confina a nord con il Botswana, a NE con Zimbabwe e Mozambico, a NW con la Namibia: è bagnata ad E dall'oceano Indiano, ed ad W dall'oceano Atlantico.

Le coordinate geografiche sono comprese tra 22°e 35°di latitudine sud, e tra 16°e 33°di  longitudine E. Attualmente è abitata da popolazioni molto diverse per origine. Oltre alla popolazione indigena, (principalmente Zulu e Xosa del ceppo Bantù) 77,6 %, ci sono i Bianchi, di origine olandese ed inglese, 10,4 %, i coloureds 8,7 %, e gli Asiatici 2,5 %.

                        

TERRITORIO

 

Il territorio sudafricano rappresenta la parte più meridionale dell'Africa con una morfologia abbastanza uniforme, tranne che nella regione del Capo dove le catene di origine ercinica si allineano lungo la costa.

La storia geologica di questa regione è stata determinante per il destino della nazione. Il territorio è costituito da uno zoccolo cristallino dell'era archeozoica, ricoperto da coltri sedimentarie di età paleozoica che, con qualche eccezione, non hanno subìto ulteriori piegamenti. I graniti, profondamente metamorfosati affiorano verso N ed ad W: essi furono sottoposti a profonde erosioni che si accumularono sotto forma di detriti nel bacino del fiume Vaal, una volta ricoperto da un mare interno, e costituirono il complesso del Witwatersrand, con ciottoli alternati a materiali auriferi.

Successivamente ci furono grandi eruzioni vulcaniche che generarono anche i camini diamantiferi ed il piegamento del Witwatersrand che ora si allunga nell'interno da E ad W.

 

                         

Importante è anche la formazione del Karrù, sedimenti che si estendono per metà del territorio SudAfricano, di origine marina o lacustre costituiti da strati scistosi o arenacei che si presentano in stratificazioni orizzontali come un gigantesco tappeto e che sono economicamente importanti per i depositi di carbone che vanno dal Carbonifero a tutto il Triassico.  In questo complesso si sono verificati nel Terziario movimenti verticali, accompagnati da fratture: la regione centrale si è abbassata, mentre le regioni periferiche si sono sollevate, generando l’orlo rialzato dell’altopiano. Le pianure costiere assai ristrette sono di origine quaternaria.

 

MORFOLOGIA

 

La costa del Sudafrica, povera di porti naturali, è frastagliata solo nella regione meridionale dove capo Agulhas (150 km a sudest del capo di Buona  Speranza) segna il punto più meridionale del continente africano.

Dietro la costa, una grande scarpata sale rapidamente verso l'altopiano interno che ha una altezza media di 1000-1400 m.s.l.m. Vette isolate e catene montuose sovrastano le alte terre che verso nord degradano verso la depressione del Kalahari. Nella parte orientale dell'altopiano si innalzano i Monti dei Draghi con cime superiori ai 3000 m. Nella sezione sud-occidentale si allineano una serie di catene che racchiudono  due bacini: il grande ed il piccolo Karrù. Sparsi sul territorio si possono individuare dei grossi massi di granito chiamati "kopje"che sono i resti dello zoccolo cristallino più antico.

Completamente isolato si erge dalla pianura del Capo, il massiccio di arenaria della Table Mountain ai piedi della quale si trova Città del Capo.

 

CLIMA, FLORA e FAUNA

 

Diverse sono le zone climatiche nel paese a causa delle sua grande estensione, dal 35°al 22°di latitudine sud, comprese tra il tropico del Capricorno e la zona temperata, all'altimetria e all'influenza delle correnti marine. L'area del Capo ha un clima mediterraneo con inverni piovosi, temperature medie sui 13°ed estati calde ed asciutte. L'altopiano interno si fa sempre più arido man mano che si va verso Nord: ha maggiore escursione termica e piogge zenitali, (quando il sole è allo zenit) e questo nell'emisfero sud avviene a gennaio.

La fascia costiera sud orientale ha clima tropicale con piogge abbondanti causate dalla calda corrente del Mozambico , temperature invernali di 18° ed estive di 30°. La costa occidentale è invece investita da una corrente fredda,  la corrente del Benguela, che abbassa le temperature medie e crea un'area di alta pressione che impedisce le piogge.

                         Ogni zona climatica ha un suo ambiente naturale, dovuto alle temperature medie, alla escursione termica, alla quantità e alla distribuzione delle piogge, all'influsso del mare, (correnti calde o fredde) all’altimetria. Ogni zona climatica è espressa da un tipo di associazione vegetale che ospita al suo interno animali adatti a quel particolare ambiente.

                         Così, nell'area del Capo troveremo una foresta mediterranea, con alberi e cespugli sempreverdi ,con specie tipiche come la protea, il fiore nazionale sudafricano, e la strelizia. Un tempo era ricchissima di animali selvaggi quali le scimmie, i grandi felini, e gli elefanti. Ora possiamo,lungo le coste, vedere colonie di foche e pinguini,e in inverno è abbastanza facile avvistare le balene.

                         L'uomo ha modificato profondamente il paesaggio naturale che era composto di foreste pluviali e temperate, dove le piogge sono distribuite tutto l’ anno, di savana alberata , dove le piogge cadono due volte l’anno al passaggio del sole allo zenit, e di steppa nelle zone più aride. Questo era il regno dei grandi mammiferi, quali l'elefante, il rinoceronte, il leone, il leopardo, il bufalo cafro e innumerevoli specie di antilopi.

Ora questi animali  si possono vedere nei parchi, in mezzo a una  vegetazione fatta di acacie ombrellifere e baobab,  mentre l'altopiano interno è ormai dedicato all'agricoltura e all'allevamento.

Nella costa occidentale, la fredda corrente del Benguela crea un ambiente desertico che si fonde col Kalahari, mentre il mare così freddo è ricchissimo di pesci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Gli abitanti dei Kopjes

                                                                                             Piramide alimentare

 

 

FIUMI

 

Verso l'Atlantico si dirige l'Orange (2000 km) che raccoglie le acque di un territorio molto vasto: il suo corso è spesso interrotto da rapide e cascate, perciò è scarsamente navigabile anche a causa del regime irregolare delle piogge: il suo affluente principale è il Vaal , (1200 km.) che nasce dal Transvaal e il Molopo, (960 km) quasi sempre asciutto che scorre al margine della depressione del Kalahari, e segna il confine con il Botswana.

Verso l'oceano Indiano sboccano il Limpopo, che nasce dal Witwatersrand con il nome di Kokodril ma il fiume più importante è lo Zambesi, quarto fiume africano per lunghezza, (2350 km) e per bacino (1.330.000 kmq). ma non appartiene al territorio della Repubblica Sudafricana,

Nasce in Angola ,una regione a piogge periodiche, e raccoglie così tanti affluenti che quando arriva al salto dell'altopiano è già un fiume imponente.

A metà tra lo Zambia e lo Zimbawe forma le spettacolose cascate Vittoria ( 100 m.) scoperte da Livingstone nell'Ottocento e poi si strige in numerose gole tra le quali la quella di Kariba dove è stata costruita la diga.

 

POPOLAZIONE

L'elemento principale della popolazione indigena è formato dai BANTU', che sono uniti tra loro più da affinità linguistiche e culturali che antropologiche. Esso è costituito, oltre all'elemento nero dominante, anche da alcuni elementi"primitivi", Boscimani ed Ottenttotti, (Koisanidi) che abitavano queste terre prima dell'arrivo dei Bantù, popolazioni più evolute provenienti da nord est e designati anticamente col nome di Cafri, che in arabo significa infedele.

I Bantù del sud comprendono molti popoli, quali  Zulù, Matabele, Basuto, Xhosa, Beciuana, Suazi, Venda. Molti di loro costituirono dei regni , alcuni ancora esistenti, quali lo Zulululand, Basutoland ,ecc .Il gruppo più importante tra loro fu certamente quello degli Zulù, popolo fiero ed evoluto che conosceva il ferro al momento dell'arrivo in queste terre. Essi combattevano con una lancia,"l'assengai" ed uno scudo di pelle bovina. Erano pastori e la ricchezza era valutata in numero di capi posseduti. Vivevano in capanne rotonde raccolte in cerchio intorno ad uno spazio centrale occupato dal bestiame chiamato "kraal". Il suo re più famoso fu Shaka, che combattè fieramente contro gli invasori bianchi.

                Anche i Boscimani sono un popolo importante: infatti essi hanno una spiccata capacità di individuare la selvaggina e l’acqua in base a pochissimi indizi, tanto che gli inglesi li usavano al posto dei cani da caccia: furono loro infatti a chiamarli “bush-men”, uomini del bosco, mentre essi chiamano se stessi  SAN.

I primi uomini bianchi arrivarono nella regione del Capo con la spedizione di Bartolomeo Diaz  nel 1487,che doppiò il promontorio poi chiamato Capo di Buona Speranza, ma fu solo duecento anni dopo che qualcuno pensò di stabilire una base permanente in quel territorio.

Dopo i portoghesi, vennero spagnoli, olandesi, inglesi che importarono mano d’opera dalle altre colonie quali l’India e la Malesia. Si formarono così degli incroci tra la popolazione indigena e gli immigrati asiatici chiamati coloured, mentre gli incroci tra i primi olandesi e donne ottenttotte si chiamano “bastaards”.

Le lingue più diffuse nel territorio del Sudafrica sono l’inglese, l’africaans (che  deriva dall’olandese), più le lingue bantù differenti per ogni gruppo:(isiNdebele isiXosa, isiZulu, sePedi, seSotho, seTwana, siSwati, tshiVenda, xitSosa, tutte ufficiali. Il gruppo dei  Koisanidi (Ottentotti e Boscimani) parlano lingue molto particolari per via dei suoni aggluttinanti.

                                                                           LA  STORIA

 

Dopo le spedizioni di Bartolomeo Diaz e di Vasco De Gama che doppiò la regione del Capo e raggiunse l’India alla

fine del 1400, passarono 200 anni prima che un gruppo di olandesi guidati da Jan van Riebeeck si stabilisse nella

baia della Tavola e fondasse lì una base di rifornimento per le navi della Compagnia delle Indie Orientali.

Il primo insediamento in territorio sudafricano fu dunque realizzato da Olandesi, intorno alla metà del seicento, ma già alla fine del secolo,  alcuni gruppi di “Boeri” (dal termine trekboer, agricoltore che si sposta con carri e bestiame) si diressero verso l’interno alla ricerca di nuovi pascoli, interferendo così con  le popolazioni indigene che furono scacciate e ridotte in schiavitù.

Nel 1795 l’Inghilterra occupò la Colonia del Capo, e dopo alterne vicende , ne divenne definitivamente padrona nel 1814.

Numerose furono le battaglie combattute tra gli indigeni e gli invasori, e quelle tra gli Inglesi e gli Olandesi, nelle guerre anglo-boere, poiché gli Inglesi avevano introdotto l’abolizione dei lavori forzati e in seguito l’abolizione della schiavitù  Per sfuggire alla dominazione inglese gruppi di Boeri si spinsero fino al grande nord, scontrandosi con gli Zulù..

La situazione nell’ottocento vedeva il territorio diviso tra Inglesi che avevano la regione del Capo e le aree costiere, e gli Olandesi che avevano costituito degli stati indipendenti all’interno come il Natal ,il Transvaal e l’Orange.

Dopo una insurrezione, guidata da Paulus Kruger, gli inglesi dovettero riconoscere l’indipendenza degli stati boeri. Ma nel 1896 la scoperta dei diamanti presso Kimberly, (Orange) e quella dell’oro nel Transvaal spinsero gli Inglesi , guidati da Cecil Rhodes, ad impossessarsi dei territori boeri. Dopo l’ultima guerra anglo-boera, nel 1902 gli stati boeri divennero colonie britanniche. Il 31 maggio del 1910 le quattro colonie del Capo, dell’Orange, del Transvaal e del Natal  divennero l’Unione Sudafricana, un Dominion della Gran Bretagna.

 

L’ APARTHEID

Quasi subito furono varate numerose leggi discriminanti in base alla razza. Agli africani neri non era concesso accedere a lavori qualificati, comperare terre al di fuori delle riserve. Nel 1923 furono istituiti territori separati per i neri e l’obbligo del passaporto. Nel 1927 fu introdotta una legge che proibiva i rapporti sessuali tra bianchi e africani e nel 1931 fu limitato il diritto di voto,mentre nello stesso anno, otteneva la piena sovranità nell’ambito del Commonwealt. Nel 1948 l’oligarchia bianca di origine olandese, raccolta nel Partito Nazionale, impose ufficialmente il regime di segregazione razziale nei confronti dei neri e degli asiatici.

Nel 1960 l’African National Congress che raccoglieva l’opposizione nera, fu messo fuorilegge e nel 1964 quattro leader africani tra cui Nelson Mandela, furono condannati all’ergastolo.

Nel 1961 il Sudafrica,condannato dalla comunità internazionale per la sua politica razzista, uscì dal Commonwealth e proclamò la repubblica (31 maggio 1961).

Il processo di smantellamento dell’apartheid iniziò solo negli anni novanta, sotto la presidenza di De Klerk che legalizzò l’ANC e liberò Nelson Mandela. Le prime elezioni libere e multirazziali si tennero nel 1994, accompagnate dal ritiro delle sanzioni internazionali.

                                                      

ORDINAMENTO DELLO STATO

La nuova Costituzione, entrata in vigore nel 1997, garantisce la convivenza multirazziale attraverso la piena tutela dei diritti delle minoranze e la suddivisione dello stato in nove province, dotate di ampia autonomia.

Un ruolo particolare è riconosciuto al regno tradizionale zulù, KwaZulu. Il Presidente della Repubblica è eletto dall’Assemblea Nazionale ed esercita il potere esecutivo. Il Parlamento è composto dall’Assemblea Nazionale e dal Consiglio Nazionale delle Province.

 

 

LE  RICCHEZZE  MINERARIE

 

Nel  territorio sudafricano è presente una parte dello scudo archeozoico che racchiude una grande quantità di minerali preziosi, quali l’oro, il platino, i diamanti, ma anche ferro,cromo, argento ecc.

Un cenno particolare meritano l’oro e i diamanti, sia perché per molto tempo il Sudafrica ha avuto il primato mondiale per la loro produzione, sia per l’enorme importanza avuta sul popolamento  di queste regioni.

I giacimenti diamantiferi possono essere primari, se si trovano all’interno della terra, o secondari,se ritrovano nelle alluvioni.

All’inizio furono sfruttati essenzialmente i giacimenti primitivi, costituiti da grandi cavità imbutiformi dovute a fenomeni di esplosione vulcanica, e riempite fino all’orlo da una roccia eruttiva basica detta  kimberlite dalla località omonima nella regione del Capo settentrionale.

Il diamante sembra essersi formato come segregazione magmatica, per cristallizzazione del carbonio sciolto nel magma eruttivo. Esso è  infatti costituito da carbonio più o meno puro che cristallizza nel sistema cubico assumendo abiti di ottaedro o di esacisottaedro. E’ incolore, se puro; non di rado tinto di giallo o bruno; rari gli altri colori, rarissimo e pregiato il color nero. Oggi i maggiori giacimenti diamantiferi sono di natura secondaria detritica, alcuni antichi, altri, di più recente formazione, si trovano sul fondo delle valli nel letto dei corsi d’acqua, o vicino alla costa dispersi nella sabbia.

Anche l’oro è un elemento nativo, nel senso che non si combina chimicamente con altri elementi, e che si può trovare in giacimenti primari, come filoni, o secondari, nelle alluvioni dei fiumi, insieme ai ciottoli sotto forma di pepite. E’ rarissimo che cristallizzi, nel sistema cubico, con abito di ottaedro o di rombododecaedro. Generalmente si trova in pagliuzze. I giacimenti secondari dell’oro hanno avuto origine dalla disgregazione delle masse rocciose contenenti i giacimenti primitivi: l’oro, inalterabile e pesantissimo, si è concentra quasi sempre sul fondo. Stratificati, di origine epigenetica, cioè prodotti per antica  infiltrazione entro rocce detritiche,  quali i conglomerati quarzosi, sono gli importantissimi giacimenti del Witwatersrand nel Transvaal.

 

 

 

 

Congiuntura economica

                         Nelle campagne è stata avviata la riforma agraria, che prevede l'esproprio e la ridistribuzione ai contadini poveri dei 30 delle terre entro il 2017. Vi sono state contestazioni alla politica economica del Governo, accusato di favorire la classe media nera, con due giorni di sciopero generale nell'ottobre 2002.

                         La crescita si è mantenuta tuttavia vicina al 3%, ma l'inflazione è cresciuta e anche la disoccupazione è rimasta elevata (vicina al 30%). L'indice di competitività intemazionale IMD (relativo ai paesi con più di 20 mil. di ab.) è sceso dal 16° posto nel 2002 al 18° nel 2003, mentre l'indice di globalizzazione A.T. Kearney è salito dal 54° posto nel 2002 al 38° nel 2003.